La Conferenza Stato-Regioni ha approvato la nuova Strategia nazionale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 2026-2030. Un accordo che segna un cambio di passo nell’approccio alla prevenzione degli infortuni e alla tutela della salute dei lavoratori, introducendo per la prima volta in Italia un quadro strategico unitario e vincolante su scala nazionale.
“L’Italia si dota per la prima volta di uno strumento condiviso in materia”, ha dichiarato il ministro della Salute Orazio Schillaci.

Un documento storico
Il 16 dicembre 2025, il Ministero della Salute ha approvato ufficialmente la Strategia Nazionale 2026-2030 per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, durante la riunione del Comitato per l’indirizzo e il coordinamento della vigilanza previsto dal D.lgs. 81/2008 e presieduto dal Ministro Orazio Schillaci. Si tratta del documento più importante degli ultimi anni per l’intero sistema italiano della prevenzione, destinato a orientare interventi, controlli, formazione e politiche di sicurezza per tutto il quinquennio.
La Strategia, in linea con il Quadro strategico dell’Unione Europea 2021-2027 e con il contesto nazionale, definisce un percorso chiaro per affrontare le sfide di un mondo del lavoro in rapida evoluzione. Si integra con il nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031 e con le iniziative degli altri enti coinvolti nella salute e sicurezza sul lavoro, garantendo un approccio coordinato e sinergico.
Il principio fondamentale : Vision Zero
Al centro c’è un principio chiaro : la cosiddetta “Vision Zero”. Ogni incidente viene considerato prevenibile, non più un costo inevitabile del lavoro, e questo cambia il modo in cui imprese e professionisti devono leggere i propri obblighi. In questo scenario, la sicurezza non è un elenco di adempimenti da “spuntare”, ma un processo continuo che va integrato nell’organizzazione, misurato e migliorato nel tempo.
L’obiettivo principale è ridurre drasticamente infortuni e decessi, adottando l’approccio Vision Zero, che promuove le “7 regole d’oro dell’AISS, per una quota d’incidenti pari a zero e il lavoro che non va a scapito della salute”.
I cinque assi strategici
La Strategia nazionale si fonda su cinque Assi Strategici.
Asse #1 — Affrontare i cambiamenti del lavoro :
Anticipare e gestire i rischi emergenti legati a trasformazione digitale, lavoro a distanza e rischi psicosociali. Nuove tecnologie, digitalizzazione, lavoro a distanza, modelli organizzativi ibridi e rischi psicosociali richiedono strumenti capaci di anticipare e governare il cambiamento, non di inseguirlo.
Asse #2 — Rafforzare la resilienza del sistema istituzionale :
La Strategia punta a una maggiore integrazione tra enti, a un utilizzo più efficace dei dati e a una sinergia più stretta tra vigilanza e promozione della salute nei luoghi di lavoro. L’obiettivo è rafforzare continuità e integrazione tra sanità, prevenzione e vigilanza, superando approcci frammentati.
Asse #3 — Potenziare le tutele per lavoratrici e lavoratori :
Particolare attenzione è riservata ai settori ad alto rischio, ai lavoratori fragili e alle professioni sanitarie, spesso esposte a condizioni di lavoro complesse e stressanti.
Asse #4 — Supportare micro, piccole e medie imprese :
Le MPMI rappresentano il cuore del tessuto produttivo italiano. La Strategia prevede strumenti semplificati, linee guida operative, assistenza tecnica e incentivi mirati per rendere la prevenzione realmente accessibile.
Le PMI rappresentano oltre il 90% del tessuto produttivo italiano. Questo asse è forse il più strategico di tutti — perché la sicurezza sul lavoro non può essere un privilegio delle grandi organizzazioni.
Asse #5 — Diffondere la cultura della prevenzione fin dalle scuole :
La prevenzione viene intesa anche come percorso culturale, da avviare già in ambito scolastico. Implementare la promozione e la divulgazione della cultura della SSL nei percorsi formativi scolastici e universitari.
Un elemento distintivo rispetto ad altri paesi europei : l’Italia punta sulla formazione culturale precoce, non solo sulla formazione tecnica obbligatoria.
Come funziona il sistema italiano di vigilanza
Il tema della salute e sicurezza sul lavoro viene affrontato attraverso un sistema integrato, basato sul coordinamento tra diversi livelli istituzionali.
Gli attori principali sono : il Ministero della Salute, che presiede il Comitato di coordinamento — le Regioni e le AUSL, che attuano sul territorio — l’INAIL, responsabile della prevenzione e dell’assicurazione contro gli infortuni — l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, incaricato della vigilanza e dei controlli — e le parti sociali, associate attraverso una fase di consultazione.
Il documento approvato non è un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso strutturale : il testo passa alla Conferenza Stato-Regioni per il recepimento formale e la declinazione territoriale degli indirizzi nazionali.
Il contesto : i numeri degli infortuni in Italia
In Italia, nel 2024, sono stati denunciati all’INAIL più di 500.000 infortuni sul lavoro. Dietro ogni numero c’è una persona, una famiglia, una vita che avrebbe potuto essere protetta.
L’obiettivo non è una riduzione marginale degli incidenti, ma un cambiamento di approccio che metta al centro la prevenzione e una responsabilità condivisa tra istituzioni, aziende e lavoratori.
Cosa significa concretamente per le aziende italiane
Nel comunicato ufficiale non vengono indicati nuovi obblighi immediati per le aziende, ma viene delineato un percorso basato su obiettivi condivisi e linee di orientamento per le politiche nazionali e territoriali.
Per imprese, consulenti, RSPP e formatori, la Strategia 2026-2030 rappresenta un riferimento chiaro per i prossimi anni. È un segnale di rafforzamento delle politiche di prevenzione e, inevitabilmente, anche dei controlli. Allo stesso tempo è un’opportunità : chi investe oggi in formazione di qualità, organizzazione del lavoro e cultura della sicurezza sarà più preparato ad affrontare i futuri sviluppi normativi e a gestire i rischi in modo strutturato.
Cinque azioni concrete che ogni azienda può avviare oggi :
— Aggiornare il DVR integrando i rischi psicosociali e i rischi emergenti legati alla digitalizzazione
— Formare i referenti interni all’approccio Vision Zero
— Avviare un programma di accoglienza strutturato per i nuovi assunti
— Attivare canali di segnalazione sicuri per near miss e situazioni di rischio
— Misurare gli indicatori di salute e sicurezza con periodicità — non solo dopo gli incidenti
Conclusione
La Strategia Nazionale 2026-2030 rappresenta un passo avanti fondamentale per la prevenzione in Italia : un documento che integra visione europea, competenze nazionali e responsabilità territoriali, con l’ambizione di portare il Paese verso un modello di lavoro più sicuro, moderno e sostenibile. Un cambio di rotta che investe istituzioni, imprese, lavoratori e professionisti della sicurezza : perché la tutela della vita e della salute sul lavoro non è solo un obbligo normativo, ma un dovere etico e culturale.
Fonti : Ministero della Salute, Strategia Nazionale 2026-2030 per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (dicembre 2025) — Quotidiano Sanità, Via libera alla Strategia Nazionale 2026-2030 (maggio 2026) — EB Sicurezza, Strategia Nazionale 2026-2030 per la Salute e Sicurezza sul Lavoro (febbraio 2026) — Sicuro Magazine, Strategia Nazionale sicurezza lavoro 2026-2030 (gennaio 2026) — Servizio Protetto, Vision Zero e la nuova Strategia Nazionale (2026) — Certifico, Strategia Nazionale Salute e Sicurezza sul Lavoro 2026-2030 (dicembre 2025).
